Gran parte dei visitatori arriva da smartphone, spesso con una connessione non ottima. Se la pagina impiega troppo a comparire, molti se ne vanno prima ancora di averla vista. La buona notizia è che pochi interventi risolvono la maggior parte dei casi.
È la causa numero uno. Una foto scattata con il telefono può pesare diversi megabyte, mentre sullo schermo ne servono poche centinaia di kilobyte. Ridimensiona le immagini alla dimensione effettiva, comprimile e, dove possibile, usa formati moderni come WebP. Aggiungi sempre larghezza e altezza, così la pagina non salta mentre si carica.
Le immagini fuori dallo schermo non devono caricarsi subito. L'attributo loading="lazy" dice al browser di scaricarle solo quando servono. Non applicarlo però alla prima immagine in alto, che deve comparire subito.
Ogni script esterno (chat, statistiche, widget social, pubblicità) rallenta la pagina. Elenca quelli che usi davvero e togli il resto. Per i caratteri, limita il numero di famiglie e di pesi: due o tre bastano.
Il server dovrebbe comprimere testo, CSS e JavaScript e indicare al browser per quanto tempo conservare i file che non cambiano. Sono impostazioni di poche righe, ma fanno una differenza notevole alle visite successive.
Un server sovraccarico risponde lentamente qualunque cosa tu faccia sul sito. Se il tempo di risposta iniziale è alto, il problema è l'hosting o la configurazione, non la grafica.
Usa PageSpeed Insights di Google o gli strumenti per sviluppatori del browser. Controlla soprattutto tre cose: quanto impiega a comparire il contenuto principale, se la pagina si sposta mentre si carica e quanto risponde ai tocchi. Misura prima e dopo ogni modifica, e prova il sito anche su un telefono vero con rete mobile.
Un sito veloce nasce spesso da una scelta semplice: meno effetti, meno elementi, meno servizi esterni. Ogni elemento deve giustificare il peso che aggiunge.
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