La maggior parte dei siti compromessi non è vittima di attacchi sofisticati, ma di trascuratezze semplici: un software non aggiornato, una password debole, un accesso dimenticato. Ecco otto controlli che chiunque gestisca un sito può fare con regolarità.
Il sito deve aprirsi con il lucchetto e la versione senza HTTPS deve reindirizzare a quella sicura. Controlla la data di scadenza del certificato: molti servizi lo rinnovano da soli, ma conviene verificare che il rinnovo automatico funzioni.
Sistema, CMS, plugin e librerie vanno aggiornati. Le vulnerabilità note vengono sfruttate in modo automatico da programmi che scansionano la rete in cerca di versioni vecchie. Elimina plugin e temi che non usi più.
Usa password lunghe e diverse per ogni servizio, conservate in un gestore di password, e attiva la verifica in due passaggi dove possibile, in particolare su hosting, dominio ed email.
Ogni persona deve avere un account personale con i permessi necessari e non di più. Quando un collaboratore smette di lavorare con te, disattiva subito i suoi accessi.
Un backup serve solo se si riesce a ripristinare. Conserva copie in un luogo diverso dal server del sito e prova ogni tanto a ripristinarle. Una regola pratica: più il sito cambia spesso, più frequenti devono essere i backup.
I moduli di contatto vanno protetti da invii automatici, per esempio con un controllo anti-spam. Raccogli solo i dati che ti servono e informa gli utenti nella privacy policy.
Disattiva l'elenco dei file nelle cartelle, nascondi le versioni del software dove possibile e imposta le intestazioni di sicurezza consigliate dal tuo fornitore. Sono interventi tecnici, ma rapidi per chi gestisce il server.
Un servizio di controllo che avvisa quando il sito non risponde ti fa accorgere dei problemi prima dei clienti. Controlla ogni tanto anche i log e le segnalazioni di Google Search Console, che avvisa se rileva contenuti sospetti.
Metti il sito offline o in manutenzione, cambia tutte le password, ripristina un backup precedente al problema, aggiorna ogni componente e solo dopo rimettilo online. Se hai dati di utenti coinvolti, valuta gli obblighi di comunicazione previsti dal GDPR.
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